B&B 4 Rooms Roma Roma Piazza San Pietro e colosseo
B&B: 4 Rooms Roma

PIAZZA DELLA MINERVA

Al centro della piazza è collocato un elefantino di pietra che porta sulle spalle un obelisco egizio: una delle giocose trovate del genio barocco di Bernini. L’elefante rivolge le spalle alla casa generalizia dei Domenicani perché le costanti ingerenze dei padri nel progetto avevano irritato il grande artista.

PIAZZA DELLA ROTONDA

Al Pantheon, uno dei luoghi prediletti sia dai turisti che dai romani, c’è sempre molta animazione. Non appena i raggi del sole si fanno più caldi, i numerosi caffè all’aperto e i gradini della fontana, sormontata da un obelisco egizio, si riempiono di persone.
Nella zona si trova una delle migliori torrefazioni della città "la Tazza d’Oro" (via degli Orfani, 84)e una delle migliori gelaterie "Giolitti " (via Uffici del Vicario, 37-41).

PANTHEON

Quest’edificio circolare sormontato da cupola con pronao sorretto da colonne e un austero timpano triangolare è un capolavoro dell’architettura (lu- sa, 9 - 19.30; domenica e festivi 9 - 18).
L’opera architettonica fu fatta costruire da Marco Agrippa, genero dell’imperatore Augusto nel 27 a.C.
Essa deve tuttavia la sua conformazione all’imperatore Adriano, che lo fece ricostruire, dopo numerosi incendi, nella prima metà del II sec.. Imponente è l’effetto non appena si entra nel tempio: con il suo diametro di 43,30 m. e un’altezza identica, il maggior edificio a cupola dell’era antica, offre un’immagine di compiuta armonia. La luce entra tramite il grande foro (9 m. di diametro) al centro della cupola, che non è protetto da vetri. Quando piove l’acqua defluisce attraverso tombini di marmo. Dopo la fine dell’Impero romano sarebbero trascorsi secoli prima che si tornasse a costruire cupole di tali dimensioni. Dei rivestimenti in marmo e delle tegole in bronzo dorato dell’antichità non è rimasto più nulla. Essi furono infatti saccheggiati in epoca medioevale.
Quando Urbano VII Barberini arrivò a far prelevare e fondere il soffitto a cassettoni in bronzo del pronao al fine di ricavarne i cannoni e il baldacchino di San Pietro, si verificò un’ondata di indignazione popolare. Nell’antichità il Pantheon era probabilmente consacrato alle sette divinità planetarie ( Apollo, Diana, Giove, Marte, Mercurio, Saturno, Venere) le cui statue erano disposte nelle nicchie all’interno. Nel corso dei secoli le immagini degli dei vennero sostituite da altari cristiani e monumenti funebri. Oltre ai sepolcri dei re d’Italia, su cui vegliano ancor oggi le Guardie d’onore monarchiche con i loro mantelli blu, nel tempio si trovano le tombe di alcuni grandi artisti come il genio della pittura rinascimentale Raffaello, il cui sepolcro è sormontato da un’immagine di Madonna.

SAN LUIGI DEI FRANCESI

La principale attrazione della chiesa nazionale francese, San Luigi ( chiusa giovedì pomeriggio) è la Cappella Contarelli, in cui si trova il magnifico Ciclo di San Matteo di Caravaggio ( 1599-1602). Con drammatici effetti di luce e uno stile spiccatamente realista, nei dipinti San Matteo e l’Angelo , La vocazione di San Matteo e il martirio di San Matteo.

PALAZZO ALTEMPS

Restaurato in modo esemplare, Palazzo Altemps è situato in una posizione leggermente nascosta ( ma - do, 9 - 19). Fu iniziato alla fine del 400 su incarico di Girolamo Riario, un nipote di Papa Sisto IV, che celebrò qui le sue nozze con Caterina Sforza. L’edifico ospita una sezione del Museo Nazionale Romano, che comprende diverse statue antiche di svariata provenienza e soprattutto il nucleo della spettacolare collezione di atre antica del cardinale Ludovico Ludovisi, messa insieme all’inizio del XVII secolo per la villa del cardinale sulle pendici del Quirinale, andata poi distrutta. Celebri scultori come Gianlorenzo Bernini e Alessandro Algardi vennero coinvolti nel proggetto come restauratori, completando le parti mancanti di alcune statue secondo i suggerimenti dettati dalla loro sensibilità. Le grandi attrazioni del museo , che occupa due piani del palazzo, sono Oreste e Elettra, gruppo plastico dello scultore Menelao, risalente al I sec., e il cosiddetto Ares Ludovisi, che in realtà era un Apollo, copia romana di un originale ellenistico, del cui restauro si occupò Bernini. Fra le attrazioni, anche il Trono Ludovisi, la cui Afrodite risale agli inizi dell’epoca greca classica, e la gigantesca testa della cosiddetta Giunone Ludovisi , che nel XVII secolo fu erroneamente considerata un originale.

PIAZZA NAVONA

Piazza Navona è una delle più belle piazze di Roma ed è caratterizzata da una vivacità che la contraddistingue da millenni. La sua forma insolitamente allungata deriva dallo stadio costruito nel I secolo dall’imperatore Domiziano, le cui fondamenta sono ancora visibili sul lato sud della piazza. I suoi oltre 30.000 spettatori si intrattenevano con le manifestazioni sportive, ma qui i Romani si divertivano anche a gozzovigliare o a frequentare i bordelli. Durante il Medioevo lo stadio andò in rovina, ma l’area rimase legata alle attività ludiche. Nel Rinascimento il cardinale spagnolo Borgia organizzava nella piazza riempita di terra, combattimenti di tori, mentre sotto Innocenzo X, che fece costruire delle fontane per abbellire il luogo, s’introdusse la consuetudine di organizzare dei giochi acquatici. Nei fine settimana dei mesi più caldi la piazza veniva inondata, prelati e aristocratici ingaggiavano gare di carrozze e il popolo si rinfrescava nell’acqua. Solo a metà del XIX secolo i giochi furono vietati per timore della malaria. Oggi la grande piazza è popolata da mimi e suonatori di strada, maghi e mangiafuoco ritrattisti e venditori ambulanti, che intrattengono la folla a passeggio di sera e i nottambuli attratti dai tanti locali della zona. Da Natale alla Befana qui si tiene il più celebre tra i mercatini natalizi di Roma. Piazza Navona deve la sua fama di splendida piazza barocca al Papa Innocenzo X Pamphili, che in vista dell’Anno Santo 1650, diede il via a una vasta serie di interventi edilizi, tra i quali l’ampliamento della residenza di famiglia, Palazzo Pamphili, la costruzione della chiesa di Sant’Agnese e la realizzazione di una fontana al centro di Piazza Navona. Per ottenere quest’ultimo incarico, Gianlorenzo Bernini, che allora non godeva dei favori del pontefice, dovette giocare d’astuzia. Puntando sul forte ascendente che Donna Olimpia, cognata di Innocenzo X, esercitava sul Papa, le regalò un modello d’argento sulla sua futura opera. La strategia funzionò. La Fontana dei Fiumi (1648-1651) è uno dei capolavori di Bernini. Le statue maschili raffigurano i fiumi dei continenti allora conosciuti: Europa (Danubio), Africa (Nilo), Asia (Gange), America (Rio de la Plata), mentre l’obelisco al centro della composizione è da ricondursi al fatto che che in epoca barocca la chiesa Cattolica si appropriò degli obelischi egizi utilizzandoli come simboli cristiani (in cima a quello della Fontana dei Fiumi fu posta una colomba che tiene con il becco un ramoscello d’olivo, elemento presente nello stemma dei Pamphili, la famiglia del pontefice). Per le singolari contorsioni create delle statue create dal Bernini, i romani trovarono molto presto una spiegazione credibile: il Nilo si copre gli occhi per non guardare la chiesa di Sant’Agnese, costruita da Borromini, il rivale di Bernini e il Rio de la Plata alza le mani per timore che la chiesa glia cada addosso. E’ però una storia poco plausibile dato che la chiesa di Sant’Agnese sorse alcuni anni dopo la fontana. Nell’ampia facciata concava e nella convessa cupola sopraelevata di Sant’Agnese (1652-1672) si riconosce invece chiaramente lo stile di Borromini. Sorprendentemente piccolo, rispetto all’imponente esterno, è l’interno dell’edificio: una costruzione centrale con pianta a croce greca sormontata da una cupola. Per le ampie nicchie situate tra i pilastri di quest’ultima, all’interno la chiesa sembra però assumere forma ottagonale. Poco dopo la realizzazione della Fontana dei Fiumi, Bernini modificò anche, nella stessa Piazza Navona, la Fontana del Moro (1652), aggiungendo ai tritoni già presenti la statua da cui essa prende nome. La Fontana del Nettuno, situato sul lato nord, risale invece, nella sua forma attuale, al XIX secolo (Trattoria da Tonino, via del Governo Vecchio).

PASQUINO

E’ toccato a una statua in pietra divenire il più mordace e longevo critico della politica romana. L’usanza, in voga sin dal XVI secolo, di appendere al busto della statua di Pasquino (sull’omonima piazza) versi satirici contro i personaggi potenti, esiste ancor oggi. Il nome di Pasquino deriva probabilmente da quello di un sarto dalla lingua particolarmente biforcuta che sapeva rivestire le sue critiche di forbiti epigrammi.