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B&B: 4 Rooms Roma

FORI IMPERIALI E COLOSSEO

Con l’espansione dell’impero romano e della sua capitale crebbero anche la necessità di spazio per i commerci, la giurisdizione, l’amministrazione e il culto. Già nel I secolo a.C. il Foro Romano si rivelò troppo piccolo e nacquero dunque, il Cmpidoglio e l’Esquilino, I Fori (successivamente chiamati Fori Imperiali) di Cesare, di Augusto, di Vespasiano, di Nerva e infine di Traiano. Questi siti monumentali non avevano solo funzioni pratiche, ma servivano anche all’autorappresentazione dei sovrani. I Fori Imperiali, ai quali nel Medioevo si sovrapposero altre costruzioni, vennero riscoperti solo nel novecento, quando Mussolini, che vedeva se stesso come erede degli imperatori antichi, fece demolire il quartiere che sorgeva in qull’area per costruire al suo posto un ampio rettilineo adatto alle parate che andava dalla sua sede ufficiale, a Palazzo Venezia, fino al Colosseo. Via dei Fori Imperiali che attraversa l’area dei Fori, è da allora una spina nel fianco per gli archeologi. Il “Foro di Cesare”, confinante con il Foro Romano e comprendente il tempio di Venere Genitrice, è stato scoperto solo a metà.

FORO DI TRAIANO

Il Foro di Traiano (107-113), che si trova in via dei Fori Imperiali, ma sul lato opposto al Foro Romano, è il maggiore e meglio conservato dei cosiddetti Fori Imperiali, e nell’antichità era considerato il posto più bello del mondo. L’architetto di fiducia di Traiano, Apollodoro di Damasco, fece espressamente ridurre di 35 metri l’altezza del colle del Quirinale. Nella parte coperta da via dei Fori Imperiali, il Foro di Traiano confina con il Foro di Cesare. Esso comprendeva una piazza fiancheggiata da portici la basilica Ulpia, chiamata così per il nome gentilizio di Traiano, la Colonna Traiana, due importanti biblioteche di letteratura latina e greca e un tempio in onore del divinizzato Traiano. Nell’antichità dalle biblioteche si poteva ammirare la Colonna Traiana . Il rilevo che si snoda a spirale per 200 metri rappresenta scene delle 2 guerre combattute da Traiano che condussero alla conquista della Dacia. Sono rappresentate oltre 2500 figure, con grande accuratezza e gusto del particolare. La colonna non era solo un monumento trionfale ma anche funebre. Alla sua base si trovava infatti l’urna d’oro con le ceneri dell’imperatore. La punta della colonna era originariamente ornata da una statua in oro di Traiano, che è andata poi perduta. Il pontefice Sisto V fece collocare al suo posto una raffigurazione di Pietro: la colonna divenne così un monumento cristiano. A nord-est del Foro i Mercati Traianei narrano un pezzo di storia quotidiana romana. In questo semicerchio a più piani si trovavano circa 150 botteghe.

FORO ROMANO

Il territorio, situato in un avvallamento tra le colline del Palatino, del Campidoglio, del Quirinale e dell’Esquilino, serviva inizialmente come cimitero. La valle umida e paludosa venne prosciugata dagli Etruschi mediante un canale sotterraneo di scarico: la Cloaca Massima che sfocia nel Tevere a Ponte Rotto, all’altezza dell’Isola Tiberina. Nacque così, tra i colli, un sito ideale per fungere da teatro e punto d’incontro. Dopo la cacciata dei re Etruschi e la proclamazione della Repubblica Romana, il Foro si sviluppò da animata piazza del mercato a centro pubblico di una città che molto presto assurse a capitale di un impero sterminato. Sotto gli imperatori il sito si riempì sempre più di monumenti commemorativi, archi trionfali, statue colonne e monumenti celebrativi. Con il tramonto dell’Impero Romano anche il Foro andò incontro alla decadenza. I templi pagani vennero chiusi o trasformati in chiese cristiane, e fino al Rinascimento la zona venne trasformata in una cava dove procurarsi materiali per la costruzione di palazzi e chiese. Solo alla fine del XVIII secolo sono iniziati scavi archeologici sistematici. I resti che si vedono oggi risalgono in gran parte ai secoli II e III.

PALATINO

Sul Palatino sorgeva il nucleo originario di Roma. In epoca repubblicana il Palatino divenne l’ambito quartiere residenziale delle classi alte, dove vivevano politici importanti come Cicerone, Crasso e Augusto. Da Tiberio in poi il Palatino divenne la residenza degli imperatori. Oggi questo colle si presenta come una verde oasi, questo lo si deve al cardinale Alessandro Farnese, che nel XVI secolo trasformò la maggior parte dell’area in un giardino botanico.

Il COLOSSEO

Il Colosseo (lu-do 9-19; in primavera e autunno fino alle 18; d’inverno fino alle 16) è il maggior anfiteatro mai costruito dai romani e uno degli emblemi della città. Negli stessi luoghi dove l’odiato imperatore Nerone aveva fatto creare un lago artificiale a maggior bellezza della “Domus Aurea”, Vespasiano fece erigere, a partire dal 72, una monumentale costruzione in travertino che poteva contenere oltre 50.000 spettatori. Dopo otto anni Tito, figlio di Vespasiano, inaugurò l’”Anphitheatrum Flavium”, così chiamato dal nome della gens dell’imperatore. I festeggiamenti durarono cento giorni. L’attuale nome dell’anfiteatro si deve ad una colossale di Nerone, alta 36 mt, che ancora nel Medioevo si trovava nei paraggi. La facciata esterna dell’edificio colpisce ancora per la sua monumentalità, con i suoi tre piani di arcate sormontate da una sorta di attico. Gli archeologi stimano che per il cantiere siano occorsi ben 100.000 m3 di travertino. Sui blocchi in muratura che svettavano nell’attico si trovavano dei pali di legno che sostenevano teli stesi per proteggere gli spettatori dal sole. Il posto che oggi occupa il calcio per gli europei e il football per i nord americani, nell’antica Roma era occupata dai giochi di gladiatori e dai combattimenti di animali che si svolgevano nell’anfiteatro. L’arena era ellittica e pavimentata con assi di legno ricoperte di sabbia. Attorno ad essa salivano le gradinate, su cui ciascuno prendeva posto in base al suo rango sociale: in basso gli uomini, in alto le donne e agli ultimi posti gli schiavi. L’imperatore e la sua famiglia, vestali e consoli si sistemavano davanti a tutti nella tribuna principale, alta 4 mt. I giochi duravano spesso l’intera giornata e perciò si portava con sé del cibo: in genere pollo, frutta e olive, di cui gli archeologi hanno trovato resti negli scarichi. Interessanti sono le fondamenta dell’arena, con le cabine spogliatoio dei gladiatori e delle gabbie per gli animali, i magazzini di scena, gli ambulatori e le segrete per i prigionieri. Diversi sofisticati accorgimenti tecnici – palcoscenici elevabili e girevoli, montacarichi, etc.- offrivano notevoli possibilità di effetti speciali. Durante il Medioevo il Colosseo fu danneggiato da terremoti e incendi, mentre nel Rinascimento finì per essere usato come cava di pietra per chiese e palazzi, finchè Papa Benedetto XIV dichiarò l’anfiteatro luogo della memoria per il cristianesimo. Egli lo riteneva infatti luogo delle cruente persecuzioni dei cristiani e ancor oggi una grande croce è situata sul lato nord dell’arena. Il venerdì Santo qui si svolge la Via Crucis.

ARCO DI COSTANTINO

Questo splendido monumento è il più celebre degli archi di trionfo romani e la sua costruzione fu decisa da Senato dopo la vittoria dell’imperatore omonimo su Massenzio nel 312. Le figure di prigionieri davanti all’attico risalgono all’epoca di Traiano e i medaglioni sopra le arcate minori al regno di Adriano, mentre i rilievi ai lati dell’iscrizione centrale erano stati utilizzati originariamente per la celebrazione di Marco Aurelio. Nella dedica i senatori, che a differenza di Costantino non avevano particolari simpatie per il cristianesimo, cercarono una formulazione neutra: nella terza riga si afferma infatti che la vittoria era stata ottenuta “per ispirazione divina” (quod instintu divinitatis), senza precisare quale dio fosse stato fonte d’ispirazione.

DOMUS AUREA

Oltre il Colosseo sale, dall’inizio di via Labicana, il parco del Colle Oppio. Fu qui che, dopo il devastante incendio del 63, Nerone fece costruire la sua “casa d’oro”, la Domus Aurea. La vasta residenza privata, decorata con pitture murarie, ori, marmi e porfido e si estendeva su una superfice di 80 ettari situata tra il Palatino, l’Esquilino e il Celio. Stagni e laghi artificiali, giardini e boschetti circondavano il complesso. Oggi però lo sfarzo di questa residenza si può solamente immaginare: essa infatti fu distrutta dai successivi imperatori, che vi costruirono sopra altri edifici. Sulla base di quel che resta, colpisce soprattutto la varietà delle stanze. Tra i punti culminanti della visita sono le stanze 44 e 45, in cui si trovano un ninfeo con conchiglie marine e un mosaico che raffigura Odisseo e il gigante monocolo Polifemo (me-lu 9-20; prenotare in anticipo lu-sa allo 0639967700).